La mia dichiarazione d’amore per Edimburgo!

Saudade:  Sentimento di nostalgico rimpianto, di malinconia, di gusto romantico della solitudine, accompagnato da un intenso desiderio di qualcosa di assente (in quanto perduto o non ancora raggiunto).

Innegabile. Oggi si tende a tradurre questa parola con un più che mai sbrigativo “nostalgia”. Eppure qualche anno fa un ente britannico specializzato in traduzioni approfondì il significato del termine “saudade” giungendo a qualificarlo la settima parola più intraducibile del mondo.

La “saudade” non si traduce in effetti, si prova. Si prova quando “sei in un posto bellissimo, magari proprio in rua da Saudade, sopra la cattedrale di Lisbona, con lo spettacolare panorama del Tago di fronte a te. All’improvviso hai una stretta di nostalgia perché sai che questo spettacolo ti mancherà una volta che sarai a casa tua, lontano dalla bellezza di questo posto e di questo momento. Ecco cos’è la saudade: il sentimento di perdita, nostalgia, struggimento al futuro per qualcosa che hai e di cui non riesci a godere appieno perché sai che prima o poi la perderai” (Antonio Tabucchi, Viaggi e Altri Viaggi).

La saudade si prova a Lisbona, a Oporto, a Rio, a Fortaleza.
Beh, io la saudade la porto a casa con me da ogni angolo del mondo.
E l’ho portata a casa anche da un bellissimo viaggio in Scozia, ad Edimburgo come base.
Va da sé che si tratti di una città priva di temperature tropicali, del sole 365 giorni l’anno, di colori e di vita per la strada.
“Auld Reekie” (così chiamata affettuosamente dai suoi abitanti) è infatti una città piovosa, molto ventosa e apparentemente grigia e fredda.
Dico apparentemente perché questa combinazione di architettura medievale e georgiana dall’animo nobile e dolce, caldo e aperto, ha letteralmente rapito il mio cuore.
Di seguito, la mia dichiarazione d’amore ad una delle città più belle che abbia mai visto!

Avrei tanto da raccontarvi e mi sento quasi costretta – per via dell’impegnativo repertorio fotografico e di ricordi che custodisco di questo pezzetto di Gran Bretagna – a dividere l’articolo in due parti o comunque a concentrarmi su altri highlights scozzesi in altri “sotto-articoli”.
Intanto inizio però, e se mi perdo troppo nei dettagli e nei déjà-vu indotti giuro che mi tiro un pizzicotto da sola e decido il da farsi 🙂

Noi (io e il mio lui) Edimburgo l’abbiamo visitata il capodanno scorso (volo ryanair Roma-Edimburgo € 250 a persona): freddo gestibile, vento fastidiosetto e tagliente giusto ogni tanto, pioggia 2/3 giorni su 7, emozioni tante, così tante da affermare di volerci addirittura vivere.
Abbiamo alloggiato in un appartamentino scovato su AirBnb, funzionalissimo, ben arredato e a due passi da Princes St., praticamente in pieno centro (£ 450,00 in totale per 8 giorni). Il piccolo cucinino al suo interno ci ha permesso di ammortizzare i costi medio-alti della vita in sterline (nelle giornate più fredde ci siamo persino riscaldati con menù a base di pastina col formaggino!!), e con un bancomat ed un supermercato (Tesco Express) proprio sotto l’appartamento ci siamo sentiti letteralmente a casa.


 
L’Atene del nord la chiamano, per via del notevole contributo alla cultura europea dato nel diciannovesimo secolo (scozzesi erano, infatti, Robert Louis Stevenson, autore di “dottor Jekyll e Mr. Hyde”, Sir Arthur Conan Doyle, creatore del personaggio di “Sherlock Holmes” e ancora Adam Smith, uno dei più influenti economisti di tutti i tempi).
Ma a dirla tutta potrebbe benissimo essere considerata anche la San Francisco europea, visti i suoi continui sali-e-scendi, o la Venezia del nord per la sua eleganza e la sua raffinatezza!
Sin dalle prime ore in Scozia ci siamo dedicati a scoprire la sua capitale, piena di mille vicoli chiamati “closes” e di colori quasi tutti di un tono ma così pieni di armonia con tutto il resto!
Ogni mattina qualsiasi nostro itinerario ci ha accolto con la torre dell’orologio del Balmoral Hotel, uno sfarzo medievale perfetto per iniziare la giornata.
Nel periodo natalizio, poi, in diversi punti della città sono presenti gli immancabili mercatini di Natale: casettine in legno piene di addobbi natalizi, nutcrackers, oggettini fatti a mano, specialità culinarie dolci e salate e tanto tanto “mulled wine” (vin brûlé), utile ad ogni ora per combattere il freddo e per fare una pausa da una bella pattinata sul ghiaccio 🙂
E così si presentano i giardini di Princes St., creati nel 1820 in seguito al drenaggio del Lago di Nor e la creazione della città nuova di Edimburgo. Un’estensione di verde, ai piedi del Castello e proprio sopra la stazione dei treni, che negli ultimi giorni dell’anno e nei primi di quello nuovo ospita anche molti concerti, un’enorme ruota panoramica ed il villaggio di Santa Claus! 
Dai giardini di Princes St. (che dividono quindi a metà Old Town e New Town) , saliamo non so dirvi con precisione quanti scalini per raggiungere il cuore della città vecchia. In alternativa, tante sono le strade secondarie che salgono su per il centro, e tanti sono gli spettacoli architettonici che si incontrano.
Una volta superata la pendenza, si sbuca sul miglio più famoso di Edimburgo, appunto detto il “Royal Mile”. Si tratta di una strada, High St., che collega i due monumenti più importanti della capitale scozzese, il suo Castello e lHolyrood Palace (residenza ufficiale in Scozia della Regina Elisabetta che qui è solita trascorrere alcune settimane all’inizio dell’estate).
 
Il Royal Mile diventerà presto il riferimento principale per tutti i vostri spostamenti nella città, a suon di cornamusa.
Partendo dalla strada più nota di Edimburgo si scopre, infatti, con quante storiche e bellissime birrerie convivono turisti ed edimburghesi quotidianamente (e aggiungerei, piacevolmente…ritengo di non averne mai viste così tante in una sola città!!! In seguito ve ne fornirò un bell’elenco).
Dal Royal Mile si ha, inoltre, accesso ai già citati “closes“, ovvero misteriose strettoie che sbucano in cortili privati, che portano a bar e ristoranti nascosti e che molto spesso costituiscono l’accesso per i sotterranei della capitale scozzese dove non sarà difficile avvistare fantasmi di vecchie anime dannate. Si, perché Edimburgo è anche la città più infestata di fantasmi.
Tanti sono i percorsi capaci di far ricredere anche i più spavaldi ed increduli verso il fenomeno.
Ma questa è un’altra storia 🙂
 

Dal Royal Mile è immancabile la visita al luogo di culto più importante della Chiesa di Scozia, ovvero la “High Kirk of St. Giles”, chiesa madre del presbiterianesimo.
La cattedrale, sormontata da un’alta guglia coronata del ‘400, è un mix di stili romanico-normanno, gotico e georgiano e fu proprio tra queste mura che John Knox promulgò il messaggio calvinista che avrebbe cambiato per sempre la religione della nazione.
Uno degli angoli più interessanti, nella parte sud orientale della chiesa, è la “Thistle Chapel” (Cappella del Cardo), realizzata nel 1911 come luogo privato per i sedici cavalieri dell’Ordine Nazionale Scozzese, i The Most Noble Order of the Thistle.
Per chi acquisti solitamente guide Lonely Planet, verrà incuriosito da una vera caccia al tesoro menzionata proprio nella “LP Incontri” di Edimburgo: il tesoro a St. Giles consiste in un bellissimo angioletto intagliato finemente nel legno che suona la cornamusa…provate a cercarlo anche voi 🙂
Dal Royal Mile si scende per Victoria St., una breve stradina o meglio un concentrato di strani negozietti e librerie vintage che vi farà arrivare in Grassmarket, una piazza un tempo usata prima per esecuzioni capitali, poi per il mercato cittadino. Dalla fine del XX secolo questa piccolo trapezio di città (per via della sua forma) è stato fortemente valorizzato ed oggi si affacciano numerosi pub, birrerie ed hotel.
E’ proprio in questa piazza, infatti, che si trova il “White Hart Inn Pub”, ovvero il più vecchio pub di Edimburgo aperto continuativamente dal 1516…sarà vero? Noi l’abbiamo provato lo stesso, ma questo fa parte sempre di un’altra storia 🙂
Proseguendo per Candlemaker Row si costeggia un cimitero, forse il più noto e inquietante (ma veramente bello) della città: il Greyfriars Kirkyard.
Qui vi sono sepolti molti personaggi illustri e vi risiedono anche numerosi fantasmi (così dicono).
Ma c’è una storia molto più dolce legata a questo posto. La storia di uno Skye terrier di nome Bobby che vegliò per 14 anni sulla tomba del suo padrone, un poliziotto della città. Per questo gesto di umana bellezza e fedeltà, la piccola tomba di Bobby è stata posta proprio vicino il suo padrone, appena oltre l’ingresso del Greyfriars Kirkyard. E una sua statua lascia sorridere tutti i passanti 🙂
Oltre a Bobby, vi do un’altra chicca che noi abbiamo scoperto quasi per caso. Camminando per qualche metro più avanti sul George IV Bridge si trova l’Elephant House, ovvero – udite, udite – uno dei pub dove la Rowling ha scritto il primo romanzo della saga di Harry Potter. Il posto è molto intimo ed in effetti ispira romanzi e saghe (nel bagno inoltre i fan del maghetto di tutto il mondo  lasciano le loro “impronte”, un murales di firme e nomi e dediche!).
 
Riprendendo il miglio principale della città e percorrendolo tutto fino alla fine si arriva al quartiere di Holyrood, dove, lasciando sulla vostra destra il palazzo del Parlamento scozzese, scorgerete la punta massima del gruppo di colline che fanno parte dell’Holyrood Park, ovvero l’Arthur’s Seat. Questo pezzo di montagna proprio al centro di Edimburgo ha le sembianze di un leone che riposa e che veglia sulla sua città.
Diversi sono i percorsi per scalarlo e io ve li consiglio tutti, seppure non ne abbia sperimentato, per mancanza di tempo, neanche uno: il panorama al tramonto sarà qualcosa di impagabile!!!
Di cose da dire ce ne sono ancora tante, tantissime!
Ma, come promesso e per necessità (visto che sono in partenza per la Finlandia), devo interrompere questa dichiarazione d’amore verso un meraviglioso skyline medievale fatto di guglie, bastioni, colline e belle persone!
Io di Edimburgo mi sono davvero innamorata…fatelo presto anche voi!!
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11 pensieri su “La mia dichiarazione d’amore per Edimburgo!

  1. The Lego Blog Trotter ha detto:

    Chiara, concordo!! I prezzi purtroppo non sono i più economici se consideri che la sterlina fa anche la sua parte..però ti posso dire che con le scelte giuste si riesce a risparmiare bene anche in posti apparentemente dispendiosi! 🙂 Io l'ho fatto e posso testimoniare, almeno per la Scozia 🙂

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  2. Ilaria ha detto:

    Intanto complimenti a Daniele per l’ottimo scatto con cui ha vinto la sfida fotografica di FotoComeFare, dandomi anche l’opportunità di scoprire il link per questo blog. E complimenti ad entrambi per il bellissimo post su Edimburgo, che già alle prime dieci righe ha scatenato in me un’esplosione di emozioni, sensazioni, riflessioni…
    Eh sì, lo so bene cosa significa SAUDADE…e lo so con precisione assoluta da quel neanche lontanissimo ottobre 2008 in cui misi piede per la prima volta in Scozia. Quel misto di gioia profonda (per quel che si sta vivendo o si è vissuto) e di straziante dolore (per l’idea che presto lo si perderà o per averlo già perduto), quel nodo alla gola, quella strisciante sensazione di vuoto dentro lo stomaco, sempre presente dentro di te, come un sottofondo continuo e invadente, da mattina a sera, giorno dopo giorno. L’anima che ha fame, il cuore che ha sete. Il bisogno fisico di tornare, di ritrovare l’odore di quella terra, i suoi spazi infiniti, i suoi silenzi profondi, quella magica luce nordica, il vento che profuma d’oceano e di torba, persino quella pioggia che tanto rompe, ma che poi regala schiarite memorabili, arcobaleni, suggestioni di nuvole e sole mai viste altrove.
    La SAUDADE non l’ho scoperta a Lisbona, città affascinate che pure mi è piaciuta moltissimo, e in nessun altro luogo al mondo. Qualcuno dice che l’Africa fa questo effetto. Non so, forse. Ma la mia Africa io l’ho trovata in quella terra meravigliosa che si chiama Scozia.

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    • Simolego ha detto:

      Ilaria che bello leggerti!!! Mi hai emozionata!! Condivido ogni tua parola… la saudade per quanto mi riguarda tendo ad avvertirla una volta a casa e di ritorno da ogni angolo del mondo… forse per molti può sembrare impossibile riuscire a far prevalere la bellezza del mondo sulle sue criticità ma credo che i viaggiatori siano “nati” proprio per far questo ❤ Grazie per esser passata di qui!!! Un abbraccio

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