Mercatini di Natale ad Amburgo in 4 giorni…"Hummel Hummel, Mors Mors"! :)

La storia che ogni città a Natale acquista un fascino unico ed impagabile è indubbiamente vera.
Ogni più piccolo borgo, a Natale, è magico, brilla di un’atmosfera fatata e colpisce al cuore chiunque ne metta piede.
Senza sminuire tutti i festosi angoli del mondo, io vi racconto quello che, in un freddo dicembre (molto freddo), per me è stato “il più bello” in assoluto: parlo di Amburgo e dei suoi bellissimi mercatini di Natale.

Amburgo è una delle città che ho preferito tra quelle viste in Germania. Ha un non-so-che di nostalgico, affascinante, incantevole: sarà per il suo porto (pieno di gabbiani) che la rende uno snodo commerciale importantissimo nel Nord Europa, sarà per la sua liaison architettonica tra moderno&tradizionale, sarà per la sua raffinatezza o per la tipica compostezza tedesca (pur parlando della seconda città più popolosa della Germania, dopo Berlino), sarà per tutto ciò che sto per raccontarvi.
Insomma, la città anseatica merita una visita, a Natale poi ancor di più.
Io ci sono stata 4 giorni col mio papà (poi vi racconterò anche di questa mia “tradizione”, nata persino prima di quella del viaggio “a portata di Lego”) e ho avuto modo di spulciarla per bene, seppure freddo, vento artico e neve abbiano messo più e più volte a dura prova il mio itinerario.
Dopo un volo Lufthansa Roma-Amburgo, atterriamo nelle ore serali e raggiungiamo il nostro albergo, il Novum Hotel Continental Hamburg Hauptbahnof. Una sistemazione centralissima, molto comoda per gli spostamenti a piedi e soprattutto dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Per salutare la città, decidiamo di scoprirla nel e dal suo cuore centrale.
Prima (e non ultima) tappa quindi: Hamburger Weinachtsmarkt (mercatini di Natale) nella Piazza del Municipio.
Inutile dirvi che, come in ogni mercatino natalizio che si rispetti, musichette a tema tra le varie casette in legno, profumo di dolciumi di svariate calorie e litri e litri di un “termico” vin brulé (in Germania noto come Glühwein) fanno da padroni indiscussi nell’atmosfera che si respira calpestando neve fresca nella piazza del Rathausmarkt (la piazza rettangolare di fronte al municipio di Amburgo).
 
 
Qui ogni bancarella fa a gara per essere la più “natalizia”!
 
 
 
Il giorno seguente, rigenerati e ben imbacuccati, ripartiamo sempre dai mercatini di Natale, per goderci le 150 casette in legno anche di giorno e fare qualche primo imperdibile acquisto. Gli oggetti che rendono i miei occhi a cuoricino variano da tipici Nussknacker (nel link la storia dei famosi schiaccianoci a forma di soldatini) a coloratissime decorazioni natalizie fatte a mano da bravissimi intagliatori ed artigiani del legno. A tentarvi nella ricerca di questi pezzi da collezione ci saranno, a tutte le ore, mele al forno e caramellate, panpetato, Berliner (bomboloni di Berlino), salsicce arrosto, Printen (famosi biscotti al miele), caldarroste, Apfeltaschen (sfoglie alle mele) e biscotti di Natale fatti in casa.
Camminando a serpentina nella Piazza del Municipio sbirciamo all’interno del Rathaus e scopriamo un bellissimo albero di natale che impreziosisce gli ambienti di ingresso di questo palazzo costruito in stile neo-rinascimentale alla fine del 1800.
E a proposito di alberi di Natale, imperdibile è anche quello posto al centro del più piccolo dei laghi artificiali formati dall’Alster, affluente dell’Elba, a pochi passi dalla Piazza del Municipio. Nella zona di Jurnfernstieg (conosciuta anche per la presenza di numerosi negozi di lusso, hotel, bar e ristoranti) è inoltre allestito un altro mercatino di Natale “total white”, con bancarelle bianche poste lungo tutto il Binnen Alster. Da qui, aspettate pure che il buio nordico cali presto sulla città e potrete ammirare questo spettacolo.
Vi starete chiedendo, nel frattempo, quanto abbiamo resistito con solo una salsiccia arrosto a testa per pranzo. Ben poco in realtà: setacciata tutta la zona dell’Altstadt, abbiamo gustato degli ottimi piatti tradizionali a base di cavoli rossi, crauti, manzo, kartoffeln (patate) scorfano atlantico e uova all’Hamburger Fischerstube. Tra questi il Labskauf, pietanza tipica della Germania settentrionale, accompagnato dalla birra preferita dagli amburghesi, la Holsten.
Chiusa in bellezza la seconda giornata, ritorniamo alla base.
Il giorno dopo ci dedichiamo ad altri noti quartieri della perla anseatica. Il programma prevede la scoperta di Hafen, non senza prima spuntare dalla lista delle cose da vedere le due chiese più belle di Amburgo e adorate dai suoi abitanti: la St. Nikolai Kirche, chiesa in stile neogotico semidistrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale della quale oggi resta soltanto il campanile, uno dei più alti del mondo (e trasformato in una sorta di memoriale).
E ancora, la Cattedrale protestante St. Michaelis Kirche (o “Hauptkirche”, Chiesa Maggiore), chiamata affettuosamente dai devotissimi “Der Michel”. Il suo campanile, alto 132 metri (=453 gradini…o ascensore, per i più pigri), è il simbolo della bella Amburgo e scandisce sonoricamente tutte le ore del giorno ai suoi cittadini. La chiesa (che nel 2008 è stata inserita sul retro della moneta da 2 € come simbolo dello stato federale di Amburgo) è dedicata all’Arcangelo Michele, intento a sconfiggere il demonio in una imponente statua di bronzo all’entrata principale del tempio.
Dicevo, Hafen. Quartiere all’avanguardia affacciato sull’acqua e affollato di gru per via della riqualificazione dell’area portuale dismessa di Amburgo (quello di Hafen City è difatti uno dei più importanti progetti di rinnovamento urbano in Europa). Ha tutta l’aria di essere un perfetto banco di prova per ogni architetto per via della presenza di edifici di architettura contemporanea di rilevante spessore, dalle linee pulite e dalle vetrate immense.
Uno dei nuclei centrali di Hafen è costituito dalla vecchia Speicherstadt, in passato il quartiere dei magazzini commerciali di Amburgo dove venivano custodite merci preziose quali spezie, caffè e tappeti orientali. Oggi queste enormi costruzioni in mattoni rossicci ospitano una serie di attività creative, artistiche e culturali, oltreché interessantissimi musei sulla storia dei magazzini e della città.
Tra questi, degno di visita, in particolare per i più piccini, è il Miniatur Wunderland, vero tempio del modellismo e capolavoro dell’arte della miniatura.
Si tratta del plastico ferroviario in scala più grande del mondo che rappresenta una spettacolare ricostruzione di alcuni suggestivi paesaggi dell’Europa e degli altri continenti! Si contano in totale 20 km di rotaie, 15.000 vagoni, 4.000 segnali, oltre 1.300 treni, 300.000 omini e più di mezzo milione di lucette!
Io, ahimé, me lo son perso, ma la mia voglia di ritornare ad Amburgo farà la sua parte per ovviare 🙂
E visto che la zona portuale ispira nostalgia e sentimenti anseatici d’altri tempi, per cena decidiamo di fermarci a mangiare a bordo di una nave, da veri marinai.
Nel caratteristico ristorante “Das Feuerschiff” è inutile chiedere il menù: tutto è a base di pesce, pesce del nord per la precisione, come vuole la tradizione di una città nordica come Amburgo. E quindi la scelta lascia passare in rassegna piatti a base di merluzzo, scorfano atlantico, sgombro, sogliole, sardine, anguille e l’immancabile salmone.
Io ho optato proprio per quest’ultimo must, e guardate che roba!
Mangiare bene ad Amburgo non è affatto difficile, come avrete notato! E se vi piace parecchio il pesce (piuttosto onnipresente da queste parti) potrete guastarlo in tutte le salse e a prezzi stracciati nei vari fast food di qualità dal marchio Nordsee, catena tedesca per l’appunto specializzata in piatti a base di pesce che conta circa 400 punti vendita solo in Germania ed altri in tutta Europa. Noi abbiamo provato quello sull’embarcadero/pontile del quartiere di St. Pauli (Bei den St. Pauli Landungsbrücken, Brücke 1), ma ne trovate anche uno in centro, vicinissimo alla stazione (Bahnof Südsteg). Con pochi euro, una scorpacciata di filetto di merluzzo con contorno di patate lesse e un gustosissimo panino all’aringa è assicurata! 🙂
All’imbrunire, tornando verso l’hotel, ci concediamo una passeggiata sul lungofiume Elba e ci capitano improvvisamente gioielli di questo tipo. Stradine silenziose e piene di pace, dove l’unica cosa che “disturba” piacevolmente è la bellezza delle abitazioni…
Le ultime 24 ore ad Amburgo ci hanno visti direttamente proiettati nel celebre quartiere di St. Pauli, dove il 17 agosto 1960 quattro ragazzi si esibirono per la prima volta a nome “The Beatles” al numero 64 di Grosse Freiheit, vicino le vie e i vicoli a luci rosse di Reeperbahn, per poi essere rispediti in Inghilterra quando la polizia tedesca scoprì che uno di loro (George) era minorenne.
Negli anni ’60 il porto e la zona a luci rosse confinata dai padri protestanti proprio nel distretto di Reeperbahn erano la meta preferita dei marinai di tutto il mondo amanti dei “piaceri facili”, della birra e della musica rock. Oggi il quartiere, divenuto tappa fissa anche per numerosi turisti, ospita tantissimi bar, locali con musica dal vivo e casinò, nonché la sede della squadra di calcio del FC St. Pauli.
Dirigendoci alle spalle della Reeperbahn, verso il fiume Elba, raggiungiamo il St. Pauli Fischermarkt, l’antico mercato del pesce della città, dove oltre al pesce freschissimo (messo all’asta nella “Fischauktionshalle”)  si può acquistare tanto altro, frutta, verdura, fiori, vestiti e souvenir.
Qui, ogni domenica mattina all’alba, folle di visitatori e turisti si contendono i “primi posti” del padiglione per godersi lo spettacolo dei tutt’altro che delicati schiamazzi dei “Marktscheier” (gli urlatori di mercato), mentre durante tutte le ore del giorno orchestrine di musicisti folk o jazz animano l’intero ambiente…una colazione a base di birra e panino caldo con gamberetti o merluzzo impanato è d’obbligo in un’atmosfera così “rozza” e lontana dall’animo nobile di Amburgo!!
Astenersi idealisti del bon ton quindi:)
Per depennare proprio tutto tutto tutto dalle attrattive da vivere nella folkloristica zona portuale amburghese ci concediamo anche un giro sul battello, presupposto necessario per rendere perfetta qualsiasi visita di questa splendida città. Dai pontili di attracco in riva al fiume, i St. Pauli Landungsbrücken, partono ogni giorno diversi tour fluviali di una o due ore che si muovono nei canali dell’Hafen tra gigantesche navi portacontainer, transatlantici e coloratissime gru del porto.
Prezzo dell’Hafenrundfahrt 18 € a persona (perdonatemi, il sito è solo in tedesco).
I suggestivi scenari che si godono a “pelo d’Elba” dalle vetrate dei battelli, sorseggiando tè caldo, sono davvero impagabili!
Dopo aver condiviso con voi il mio itinerario amburghese e la voglia di vivere presto dejà-vu in questa metropoli da favola, non posso non lasciarvi un curioso “segno” che dovrete scovare e fotografare anche voi 🙂
Camminando per le strade di Amburgo, infatti, non sarà difficile imbattervi in coloratissime statue (circa 100 versioni dipinte da artisti contemporanei e sparse per la città) raffiguranti dei “portatori d’acqua”.
Nel 1800 ad Amburgo, in assenza di condutture e tubazioni, l’acqua potabile veniva raccolta da tutti gli abitanti direttamente dai Fleeten (canali) e dall’Alster. Tutti tranne i nobili che, per risparmiarsi la fatica, ingaggiavano dei “portatori d’acqua”. Uno di questi, l’amburghese Johann Wilhelm Bentz (1787-1854), soprannominato poi Hans Hummel e di fama molto bisbetico e scontroso, veniva puntualmente schernito dai bambini del suo quartiere che lo insultavano gridando “Hummel Hummel” (che in tedesco vuol dire calabrone). Non potendo acchiappare le piccole canaglie per via dei secchi bilanciati che portava in spalla, Bentz si limitava a gridare loro grossolanamente “Mors Mors“, che coinciderebbe ad un meno volgare “vaffanculo!”.
 
 
Da allora, Hans Hummel è diventato il simbolo della città di Amburgo e i suoi abitanti hanno fatto proprio il detto “Hummel Hummel, Mors Mors!“.
 
Se dunque doveste mai gridare per le strade della città “Hummel Hummel“, non aspettatevi nobili reazioni…gli amburghesi tengono molto a cuore la tradizionale risposta che segue 🙂
 
* * *
        RIEPILOGANDO
Il resto è Amburgo, e “C’est à Hambourg” (Édith Piaf) che troverete la magia!
Annunci

2 pensieri su “Mercatini di Natale ad Amburgo in 4 giorni…"Hummel Hummel, Mors Mors"! :)

  1. Chiara Pancaldi ha detto:

    Che meraviglia, io ho visitato i mercatini del Trentino e mi sono piaciuti molto, però questo di Amburgo sembra davvero bello!
    Ps: non dovevi scrivere dei portatori d'acqua, se visiterò la città li dovrò cercare tutti e 100! 🙂

    Mi piace

  2. The Lego Blog Trotter ha detto:

    Chiara si, come credo ogni mercatino quello di Amburgo é davvero pieno di atmosfera, ma é soprattutto la città che affascina tantissimo!! Quanto ai portatori d'acqua, ho voluto condividere questa mia scoperta proprio per far “ammalare” di curiosità persone come te, e me!! 🙂 considera che nel mio archivio foto ne ho almeno altri 20 di Hans Hummel, mi sono fortemente contenuta, non volevo rendere l'articolo ancora piú lungo! 🙂 e ti lascio immaginare cosa ho potuto combinare per fotografare tutte quelle statue che sbucavano a destra e a manca! Una pazza!! 🙂 ma sono felice di non essere l'unica 😀

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...